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Cessione Livorno Calcio: Yousif parla già da presidente, ma occhio ad altri scenari

autore: Raimondo Bongini

Inutile  dire che dobbiamo prendere per buono tutto quello che Gianni Tacchi ha scritto con dovizia di particolari, stamani sul quotidiano Il Tirreno, come giusto che sia. Bravo. Anche se  siamo convinti che Yousif  si sarà messo a ridere,  quando gli ha accennato alle perplessità dei livornesi. Un imprenditore internazionale di quel livello, il pessimismo, non sa neanche che cosa sia. Diciamo che quello e’ decisamente made in Leghorn.

La trattativa e le famose fideussioni –

Del resto, sembra che non faccia una grinza, nemmeno quello che dice Majd Yousif, anche se in queste ore stiamo verificando, presso le nostre fonti, l’aspetto degli obblighi fideiussori in termini di presenza fisica al momento della firma. Poi ,ovviamente, ogni clausola può cambiare da banca a banca. Oltretutto, molte fideiussioni (e Yousif dovrebbe presentarne un paio se non andiamo errati, per un totale di circa 3 milioni di euro ndr) possono essere  stipulate con assicurazioni, viste le richieste economiche molto elevate, praticate generalmente dagli istituti bancari e quindi gli scenari possono cambiare di volta in volta. Di sicuro servono i soldi,tanti, sui suoi conti marocchini o dove sa lui  e pagarci sopra gli interessi, alla fine del contratto.

I complimenti del possibile acquirente alla famiglia Spinelli –

Comunque vada a finire, tanto di cappello all’imprenditore di origine libanese, per come si è congedato nell’articolo dalla famiglia Spinelli. Ha detto la verità: Aldo Spinelli è stato un grande Presidente”. E lo abbiamo capito, intervistando nei giorni scorsi a turno i nostri campioni amaranto del passato ( Corrado Colombo, Gennaro Ruotolo, Matteo Melara, Giampiero Piovani). Poi i cicli finiscono, come è normale che sia e quello di Aldo Spinelli sta fisiologicamente per terminare. Quindi, le ultime stagioni negative non scalfiscono l’opinione che abbiamo di lui, che pure ha  commesso gli errori (alzi la mano chi non ne fa) ma sempre mettendoci la faccia.  E adesso potrebbe essere  un errore spianare  la strada a soggetti del calcio che fu. Tocca forse a Yousif, trovare la scorciatoia giusta per convincere con i fatti la proprietà, che sono loro l’unica alternativa seria all’attuale gestione.

Quanto alle dichiarazioni sul futuro del Livorno (“sono venuto per vincere”) di Yousif,  è chiaro che deve ingraziarsi una piazza nuova e di calcio non ci risulta ne capisca tantissimo. Ci fanno sognare però i progetti ventilati nell’intervista, di uno stadio che è un monumento storico da rilanciare e di una società da ristrutturare in tutti i settori. Il management olandese che  ha annunciato,come una task force arancione, non sarà un problema. La storia del calcio, da sempre, attinge squadre e maestri da quelle latitudini e una città come Livorno da sempre è aperta ai contributi che vengono da fuori. Un’altra cosa è vedersela con le guerre intestine del calcio e con la  burocrazia italiana come Rocco Comisso (che pure è italiano di origine) il patron della Fiorentina, sta faticosamente combattendo quotidianamente.

Però, Yousif , con molta umiltà, dice di contare molto sulla nostra collaborazione e sappia che se dovesse venire, non lo deluderemo. Livorno, che ha bisogno di imprenditori e uomini  diretti  e innovativi, non lo deluderà. Serve solo un pò di pazienza; prima o poi  gli aerei torneranno a volare  e il Livorno anche. Al di la’ della categoria.

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