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Peggio di così..Che ne dite di Haoudi punta di ruolo ?

autore: Raimondo Bongini

Livorno- Alessandro Dal Canto, ci aveva avvertito. “Qui non ci sono maghi” .. Aveva detto ai cronisti, in presentazione. Così viene un Piacenza qualsiasi, dal rendimento più pazzo del mondo, che fa un tiro in porta e si porta a casa i tre punti  e noi che ci liquefacciamo come la neve al sole. Il Livorno purtroppo non e’ ancora una squadra, non poteva essere squadra a due giorni dalla fine del mercato, dove siamo stati rivoltati come un calzino. E mica  possiamo prendercela con Haoudi o con il giovane centravanti lituano se non l’hanno buttata dentro. Non si doveva perdere ma e’ successo. Vorrà dire che ci riproveremo altrove ma non si può certo dire di essere fortunati, se la settimana scorsa abbiamo perso Braken dopo un minuto e oggi, Evan’s uno dei nuovi, ha dovuto alzare bandiera bianca gia’ nel primo tempo, in cui  aveva dimostrato di poter essere un fattore..

HAOUDI DI PUNTA? 

Ma nel calcio non e’ sempre questione di  fortuna o sfortuna. E’ stato fatto tutto obbligatoriamente di fretta. E presto e bene, notoriamente, non stanno insieme. I risultati vanno presi nel lungo periodo e i punti a disposizione ci sono. Dobbiamo però essere più incisivi davanti, con o senza punte di primo livello. Haoudi in attacco? Perché no.. In primavera faceva caterve di reti.. Del resto, dobbiamo aspettare che cresca la condizione di Mazzarani e degli altri nuovi. Tra loro, Castellano, e’ quello che è piaciuto di piu. Un play che serviva. Blondel bene. Ma un paio di errori fortunatamente non sanguinosi, li ha commessi dietro. Il problema e’ che se segnamo per primi possiamo tentare di gestire. Altrimenti, e’ come scalare l’Everest.

ACCETTIAMO QUESTA FASE CRITICA

Comunque, peggio di così non poteva andare e quindi sono certi i margini di miglioramento con vista salvezza . Basteranno? Molto dipende dall’ambiente, che e’ depresso e non aiuta certo i giovani ad allentare la pressione. Fa piacere, che stasera sui social, la tempesta si sia placata e la  gente abbia capito, che e’ giusto mettersi dalla  parte di questa squadra. Sostegno, servirebbe anche per chi lavora nel backstage societario. Ma non dobbiamo convincere nessuno, sul fatto che ci siano persone che comunque agiscono, nonostante quello che si dice e si scrive e che non cercano la ribalta, se non quella di veder crescere squadra e collaboratori. Come si dice: a chi lavora una camicia a chi no, due.. In questo momento va così.. Si celebrano personaggi che non hanno ancora mosso una foglia nella melma attuale di questa gloriosa società e si mette al pubblico ludibrio chi, se non altro, opera per ridurre i costi e snellire gli organici, senza essere  a libro paga.

Certo, non sono la risposta livornese al magnate russo, che ha comprato il 75% del Pisa. Però potrebbero anche essere quelli, che creano le condizioni, perché qualcun altro, più o meno facoltoso, chiuda una volta per tutte la parabola Spinelliana. E chi lo sa.  E’ comunque una fase storica complicata che va affrontata, come abbiamo affrontato  altre crisi,  che si sono succedute  nella nostra storia centenaria. Basta avere l’umiltà e la  consapevolezza di accettare il momento: soprattutto da parte di chi ha i titoli per raccontarlo alla gente. Non dobbiamo riconoscenza a nessuno. Chi c’e’ adesso, ha comunque dei propri obbiettivi, che solo casualmente si conciliano con la squadra di calcio cittadina. Non c’e’ dubbio. Pero’,coloro che sono venuti qui a millantare, come avete visto, se ne sono andati via con la coda tra le gambe. Eppure ancora si  parla,ancora si insulta. Noi stiamo dalla parte di chi mette la faccia, nei mille intoppi quotidiani. Chi ritiene importante anche l’ultimo dei collaboratori per capire certe dinamiche e magari correggerle. Vediamo dove ci portano. Per adesso si sono barcamenati,  forse credendo fin troppo nel “fondo perduto” spinelliano. L’ex patron, a questo giro li ha messi alla prova, limitando all’essenziale, il suo contributo alla causa. Come dire, da adesso in poi, fate con le vostre gambe.. E tra mille difficoltà qualcosa e’ successo. Giusto pretendere di piu’. Noi saremmo già contenti  che risanassero e facessero ripartire questa società, in attesa di lasciare il testimone a chi ha le risorse necessarie per far sognare questa piazza. E’ un passaggio obbligato, poi vedrete che le occasioni non mancheranno. Ieri Favilla, oggi l’indiano, domani chissa’..

 

 

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