Homepage Articoli I soci devono mettere quasi un milione per chiudere la stagione..

I soci devono mettere quasi un milione per chiudere la stagione..

autore: Raimondo Bongini

Livorno- Il rischio del fallimento sportivo del soggetto societario, nato il 24 dicembre, dalle macerie delle gestioni che lo hanno preceduto, dopo la cessione del 90 % delle quote da parte della famiglia Spinelli, e’ davanti agli occhi di tutti. Oggi il Grosseto e domenica il Pontedera, potrebbero infatti certificare una retrocessione apparentemente ineluttabile. Non a caso, ieri, il maggiore quotidiano locale, ha alzato la voce, dicendo apertamente  che questa società non e’ gradita, per un’eventuale ripartenza, quale che sia la categoria.

Il problema e’ che al momento, non c’e’ un’alternativa. Ovvero, a parte l’iniziativa   dell’azionariato popolare, che ancora deve nascere, non ci sono offerte concrete. Il gruppo indiano e’ intenzionato a formularla, dopo aver ricevuto la lettera di manleva firmata da tutti i soci ma ha chiesto il silenzio stampa in questa fase. Favilla, parla alla stampa ma non ha fatto un’offerta ai soci di maggioranza ma avrebbe chiesto a Spinelli di farsi carico di 1,5 milioni di debiti con lui che subentrando metterebbe 1 milione per la D e 2 per la C. Capite che a queste condizioni sia tutto molto aleatorio.

Sicché ci tocca registrare gli atti dell’attuale sodalizio che almeno quelli vanno nel solco della normalità. Ieri infatti il Cda amaranto oltre ad aver provveduto al pagamento bimestrale degli stipendi, ha indetto per il 24 marzo un’assemblea dei soci, laddove gli stessi dovranno sottoscrivere un aumento di capitale  vicino al milione di euro, per garantire i costi di gestione, da qui alla fine della stagione, che hanno come scadenza luglio, con i pagamenti degli stipendi di maggio e giugno. Resta il pregresso debitorio, che e’ un macigno tutto da decifrare. La sola speranza affinche’ il Livorno possa con il tempo rilanciarsi, e’ che all’interno del gruppo dirigente di cui Spinelli fa parte, si trovino soluzioni per eliminarlo nel tempo o che chi dovesse subentrare, abbia la forza economica di assorbirlo, nel rispetto dei ruoli.

Noi non facciamo il tifo per nessuno, né demonizziamo, chi pur commettendo errori evidenti, ha cercato di portare avanti il pastrocchio nato l’11 settembre. Siamo però per la concretezza e chiunque voglia gestire il patrimonio calcistico cittadino deve dimostrarlo con i fatti.

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1 commento

Sandro Morelli 16/03/2021 - 08:18

Ciao Raiba. Sì, hai ragione, qui non si deve fare il tifo per nessuno, ma solo per chi concretamente si esporrà per rilevare la società, dimostrando serietà e programmazione. Basta coi discorsi, coi se e coi ma. Basta, siamo stufi di tutto. Ciao.

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