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Cessione Livorno- qualcosa potrebbe succedere ma non diciamo che nessuno ci vuole..

autore: Raimondo Bongini

Livorno- E’ un bel dibattito, quello sul perché, Aldo Spinelli, non riuscirebbe  a vendere il Livorno. Almeno fino ad oggi, perché nulla ci impedisce di pensare, che un ciclo finito come questo, possa concludersi in qualsiasi momento. Indipendentemente dal primo versamento da 50mila euro, che il Livorno effettuera’ oggi a Firenze, a fronte di una fideiussione per l’iscrizione alla C, che si aggirerebbe intorno ai 450 mila euro complessivi,  considerando il monte ingaggi.

Anzi,per come sono i rapporti tra la piazza e il Presidente, (senza stare a speculare sulle colpe  ndr ) non ci scandalizzeremmo, che un’eventuale cessione, con nomi e cognomi dei futuri proprietari, possa essere comunicata, un minuto dopo la firma del rogito dal notaio ovvero senza anticipazioni mediatiche. In effetti, sono giorni che da Genova non trapela nemmeno uno spillo.  Mentre a Livorno, si, che  le voci di cessione imminente corrono.. L’ultima,  di ieri sera alle 20, si riferiva ad una presunta riunione fiume negli uffici dello Spinelli group,  per arrivare al closing,   con un gruppo non meglio definito. Le fonti sarebbero tutte attendibili ma senza nomi, son tutti “ganzi”, a dire e scrivere.

Voci,  che in parte  cozzano con alcune considerazioni autorevoli, secondo cui il Livorno non sarebbe appetibile, a differenza di altri club,  che cambiano proprietario in un amen, per colpa dei costi di gestione e del monte ingaggi. Che indubbiamente ci sono. Pero’, guardi le cifre delle tabelle qui sotto pubblicate,  da Gazzetta dello sport a dicembre del 2019 e su un sito qualificato come transfertmarkt.com e ti accorgi che il Livorno nel calcolo del monteingaggi lordo della stagione di B, appena conclusa, e’ al quintultimo posto, con 9 milioni di differenza dal Benevento,  che ha quello più alto. Il Pisa ha speso quasi un milione di più e lo Spezia  quasi due. Ma con la promozione certificata ieri, immaginiamo solo le plusvalenze…

Quanto ai i costi di gestione,  ce li hanno anche gli altri. E comunque se uno decide di acquistare di una società di calcio, con un passato e ci auguriamo un presente importante, come quello del Livorno,  e’ chiaro che ci sia da investire. Lo sanno bene  anche gli italo-americani, che sarebbero ancora in corsa, se non fosse che non hanno ancora presentato l’offerta; sembra per un colpa di uno dei quattro soci,  che ha i propri tempi di reazione.

Insomma,  in certi discorsi viene fuori purtroppo, la solita mentalita’ cittadina del “ma chi volete che ci voglia.. o del “ma chi credete di essere” .., che frena irrimediabilmente  tutto quello che di bello potrebbe succedere in una piazza innamorata ( sempre meno anche per questo) dell’amaranto,  come la nostra.  Qualcosa pero’ in città si muove e ci auguriamo che, chi di dovere,  magari senza clamori, scavi quel  ponte che serve per chiudere l’irripetibile ( forse) era Spinelli. Ora e’ il momento dei nostri “cugini”, a cui nessuno, per la verita’,  ha regalato nulla. Tornerà anche il nostro, se ci mettiamo a lavorare,  come la parte meno calcistica della citta’,  sta gia’ dimostrando da un po’.

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