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Alessandro Gelsi:Livorno e’ il mio trampolino nel calcio che conta..

autore: Raimondo Bongini

Livorno- Sentire un giovane di 24 anni che “ringrazia” il Covid per il tempo che gli ha concesso, per farsi delle domande e capire cosa voleva fare da grande, dice molto della statura del personaggio. “All’inizio della mia  carriera –  spiega Alessandro Gelsi mezz’ala del Livorno, figlio di Michele, che da mediano ha riportato il Livorno in serie B dopo 55 anni- essere figlio d’arte era soprattutto una responsabilità e qualcosa sempre e comunque da dimostrare. Oggi sono soprattutto Alessandro Gelsi, che sta cercando di crearsi la propria piccola carriera. ”

E Livorno, per te cosa rappresenta nel tuo percorso di crescita. 

” Sono venuto a Livorno ben consapevole di quello che serviva in questa piazza importante, che merita altri palcoscenici. Dal punto di vista calcistico, e’ il punto più alto che abbia raggiunto e lo considero un trampolino importante, per il  mestiere che voglio fare. ”

Ma qual e’ il tuo punto di forza..

“Credo la determinazione di voler fare le cose al meglio, sempre che non diventi testardaggine di voler fare a modo mio. Però sto lavorando sodo per migliorare la qualità delle mie giocate, al servizio della squadra e potersi allenare con a fianco gente come Vantaggiato, Bellazzini e Luci, vi assicuro può solo che farti crescere. Con loro, devi sempre stare concentrato e dare sempre di piu’ e questo poi te lo ritrovi in partita. ”

 

E’ il segreto della crescita di questo Livorno, anche senza i big riconosciuti? 

” Tutti dicevano che in campo non eravamo abbastanza determinati, contro avversari che quando giocano con il Livorno, danno il 110%. Ritengo invece che fosse tutto normale, nel cammino  di crescita di un gruppo, che ha scoperto poco alla volta la propria forza. ”

Si ma ora i big vogliono giocare. Che succede per i più giovani? 

“Ribadisco, che la presenza dei Vantaggiato, dei Bellazzini, dei Ferretti per noi e’ solo una ricchezza. Siamo uniti e non sarà un problema se dovessi partire dalla panchina ma sono altrettanto convinto di poter giocare le mie carte.”

Michele Gelsi, il tuo babbo, in una recente intervista disse che Igor Protti era un fratello. Per te Igor chi e’? 

“Protti non lo conoscevo. Ero piccolo quando mio padre giocava nel Livorno. Lui e’ un punto di riferimento per tutti, sempre pronto a darci una mano. A me dice di fare le cose semplici, perché come ti dicevo, a volte me le complico. Ma gli stessi consigli me li danno sia il mister Buglio che il direttore Pinzani.

Già, potevi evitare di toglierti la maglia dopo il gol al Castelfiorentino. Cosi alla ripresa non ci sarai.. 

“Ti dico la verità, non sapevo di essere diffidato, altrimenti la maglia non me la sarei tolta, anche se era il mio primo gol ufficiale (più 2 assists).”

Se non altro ci ha permesso di scoprire la stella tatuata sulle spalle. Se non siamo indiscreti, cosa rappresenta..

“Beh e’ il mio primo tatuaggio ci sono scritti i nomi di mio papa e di mia mamma, Michele e Barbara.”

E le stelle di questo campionato chi sono? 

“Nel Livorno? Sono parecchie. Vantaggiato, Bellazzini un privilegio averli come compagni.”

No, ci riferiamo ai calciatori che più ti hanno impressionato della concorrenza. 

“Dico Coralli il centravanti del Ponsacco e il terzino sinistro del Picchi (Petri ndr) . Molto bravo: ricordo che con noi si e’ procurato un rigore.”

Ci chiede un tifoso se venire a Livorno e’ stata una scelta suggerita da Michele, l’ex amaranto. 

“No, lui mi ha solo detto che Livorno era una piazza importante e che per starci serviva la “cazzimma” giusta. Ma la scelta e’ stata completamente mia. Anche quella del numero, il 23. So che nel Livorno l’ha indossata uno importante, come Diamanti. E anche se a me piaceva l’8, perché era quella di mio padre, ho preso volentieri il 23, per quello che rappresenta.”

Cosa si augura Michele Gelsi… Scusa il lapsus, Alessandro Gelsi, da questo 2022? 

Beh, quello che si aspettano tutti: di vincere il campionato e festeggiare con i nostri fantastici tifosi, che piova o  tiri vento, sono loro il nostro dodicesimo uomo.. ”

 

 

 

 

 

 

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